Riflessioni sugli eventi web 2.0

On 22 giugno 2010 by RobertoColombo

Un post sugli eventi web 2.0 a cui abbiamo partecipato

Può sembrare un posto tardivo per certi eventi, ed in effetti lo è..però avevo la necessità di focalizzare al meglio alcuni aspetti, in primis quello della enorme cassa di risonanza che il web ha.

Vi premetto sin d’ora che il post sarà lungo..ben oltre la normale soglia di comune sopportazione di lettura, quindi non me ne vogliate visto che vi avviso fin da subito.

Di questi eventi vorrei parlarVi con occhio distaccato da quelle che sono le degustazioni dei prodotti, vorrei piuttosto parlarne in un’ ottica dell’utente comune, dell’ acquirente qual io sono.

Partiamo con ordine, l’evento #barbera1 svoltosi presso Cascina Gilli a Castelnuovo Don Bosco, AT

A molti di voi già suonerà strano il nome se non siete utenti di Twitter.
Infatti il nome con quello strano simbolo davanti sembra tanto un refuso, invece è un hashtag come si chiama in gergo, ossia serve per tenere traccia delle conversazioni che parlano di un detto argomento, nel nostro caso una degustazione di barbera, la numero 1 nel suo genere.

Questo evento nasce su twitter, con la voglia di far meglio comprendere a tutti i partecipanti il mondo e le varie sfumature della barbera appunto.
Voleva essere un punto d’incontro, analisi, conoscenza e perchè no anche di critica costruttiva verso un vitigno troppo spesso bistrattato ed etichettato per errori anche comunicativi del passato.

Questo incontro è avvenuto con una degustazione di 8 Barbere alla cieca, più una speciale beerbera ( birra di barbera ) ed un passito di barbera opera di Gianluca Morino di Cascina Garitina ( assolutamente imperdibile secondo me ) ossia nessuno dei partecipanti al tavolo sapeva cosa stavamo degustando in quel momento.

Attorno al tavolo c’erano produttori, wine blogger, esperti di comunicazione e semplici utenti , alcuni molto appassionati e competenti ed altri meno competenti ma ugualmente appassionati ( io rientro tra questi ultimi ndr )

 

Il bello di eventi come questo è la visione in modo orizzontale del prodotto, nessuno si pone ad un livello più alto degli altri, c’è una forte condivisione e scambio di opinioni da parte di tutti.
Vi confesso che in qualche modo ero intimorito a prendere parte ad un evento del genere, non certo per timidezza, ma di competenza.
Infatti mi domandavo quale contributo avrei potuto fornire io, essendo un semplicissimo consumatore di vino.

La mia conoscenza del mondo vinicolo è proprio di quelle base, apprezzo ovviamente più certi vini di altri, questione di gusti personali ovviamente, quindi mi chiedevo cosa avrei potuto capirne io di barbera perdipiù degustato alla cieca in  mezzo a degustatori, sommelier, enologi e produttori .

Però qui sta l’errore, tra l’altro l’errore più comune che chiunque possa commettere, ossia quello di sostituirsi nei pensieri di altri.

Infatti grazie a #barbera1 ho scoperto che il mio punto di vista per i produttori è molto importante, o almeno mi piace pensarlo, visto che come me esistono milioni, si avete letto bene, milioni di acquirenti nel mondo vinicolo.

Molti di voi acquistano vino, sia esso acquistato al supermercato o in enoteca o direttamente dal produttore, ma quanti di voi realmente lo conoscono il vino?

Quanti di voi hanno le necessarie competenze per giudicare come è fatto quel prodotto piuttosto che quell’altro?

Pochi, molto pochi.
Discorso esattamente opposto invece per il numero di acquirenti del vino.
Qui siamo veramente in tanti.
Eppure abbiamo una scarsissima conoscenza di ciò che compriamo e beviamo.

Incontri come #barbera1 hanno invece il potere di avvicinare noi consumatori al mondo vinicolo, facendoci dialogare direttamente con chi il vino lo produce, lo cura sin dal suo primissimo grappolo e pertanto ne conosce alla perfezione pregi ed emozioni che questi prodotti sono in grado di suscitare sin dal primo sorso.

Lo stesso discorso vale per le manifestazioni #vinixlive, ideate da Filippo Ronco, a cui ho avuto il piacere di partecipare all’edizione numero 5 tenutasi presso l’Acetaia San Giacomo di Andrea Bezzecchi a Novellara RE

Anche qui il comune denominatore è l’interazione tra produttore e utente-acquirente.
Produttori che ti fanno conoscere e degustare i loro prodotti e possibilità di acquisto degli stessi direttamente durante questi incontri.

Idem anche per terroirvino, altra manifestazione nata da quella mente fervida e lungimirante di Filippo Ronco.
Qui il discorso è particolarmente serio, in quanto l’evento quest’anno era alla sua settima edizione, capirete quindi perchè Filippo è lungimirante.

Scopo dell’incontro sempre quello di avvicinare il più possibile produttori ed acquirenti, ossia domanda ed offerta, in maniera decisamente più friendly di manifestazioni come Vinitaly ( opinione personale certo, ma che ho scoperto essere largamente condivisa da molti, sia visitatori sia espositori).

Anche qui un forte momento di aggregazione, momenti dedicati forse più alla conoscenza del produttore, della persona dietro alla quale nascono quei prodotti, che dei vini in taluni momenti.

Ritengo fondamentale per certi versi conoscere e capire prima la persona dei prodotti, mi aiutano ad apprezzare molto di più il lavoro fatto per arrivare ad ottenere il risultato finale, il vino ( o l’olio o altri prodotti alimentari chiaramente ).

Non sto parlando di solo simpatia od empatia nei confronti di questo o quel produttore, parlo di disponibilità al dialogo, alla spiegazione partendo dalle basi di questo o di quel particolare prodotto, delle scelte che hanno guidato il produttore per ottenere quel risultato.

Di natura, nella vita privata intendo, la mia curiosità è pari allo zero, cosa che invece nell’ambito lavorativo arriva a livelli da gossip vero e proprio!
Voglio cercare di comprendere e conoscere tutto quello che mi è possibile di quel determinato prodotto, senza entrare troppo nel tecnico magari, ma mi affascina il farmi raccontare per esempio come un produttore ha scelto i nomi dei propri vini, Paolo mi riferisco proprio a te ed alle tue etichette e retro etichette de Cascina i Carpini

Mi affascina capire il perchè di una scelta di un prodotto del passato riproposto in chiave moderna, leggi il colfondo di Bele Casel

.

Adoro quando Patrizia Rampa de Il Brolo mi spiega come raccolgono le olive e mi spiega il loro metodo di conservazione sotto azoto dopo spremitura per garantire la freschezza del prodotto, ed i risultati si vedono.

Mi piace ascoltare aziende che navigano il web in maniera decisamente professionale ed al tempo stesso molto friendly come fa Lucia Barzanò con Il Mosnel

Mi piace quando un produttore di un territorio o terroir da me sconosciuto, nel senso che non l’ho mai visitato, me lo racconta, me ne parla mentre io me lo immagino, così è successo con Paolo Cantele di Cantele Vini mentre assaggiavo il suo negramaro.

Farsi prendere per mano dall’amico Giuliano Abate che ti porta a scoprire aziende che lavorano i prodotti e solo quelli, senza conservanti ed altre diavolerie

Oppure disquisire con amici incontrati e conosciuti la sera prima durante un post serata trascorso al porto antico con vari amici produttori, tra cui come non menzionare Emanuele Coveri di Terre Contese, Vigne Deriu in questo caso, e del perchè hanno chiamato un loro vino Tiu Filippu, e scoprire che è un omaggio al papà di Gavino.

Ecco questo per me è un incontro, un incontro positivo da cui trarre insegnamenti.

E poi c’è Tweetyourwines.

Sempre a Terroir Vino abbiamo consegnato il ricavata dell’ormai famosa asta via Twitter ai responsabili de La Cicogna Sprint, neonata associazione dell’ Ospedale Gaslini di Genova  che si occupa ( e preoccupa ) dei bambini nati prematuri.

Siamo riusciti in una sola settimana, ed esclusivamente via twitter, a raccogliere ben 2.619 Euro per questa associazione.


La soddisfazione più grande per me è venuta però dalle parole di ringraziamento dei responsabili, che nel ringraziarci della nostra disponibilità nel mettere in piedi e sostenere questa iniziativa ci hanno detto quanto siano importanti i soldi ricavati da questa iniziativa, perchè sono i primi, sono per loro come i primi passi di una bambino, sicuramente ne seguiranno moltissimi altri ma questi avranno sempre un ricordo speciale essendo stati i primi.

Se qualcuno volesse cogliere lo spirito degli eventi qui sopra eccovi dei link fotografici:
#barbera1
#vinixlive5
#terroirvino

Alla prossima.

2 Responses to “Riflessioni sugli eventi web 2.0”

  • complimenti Roberto. Hai fatto un'analisi sensibile e attenta delle manifestazioni che ci hanno coinvolto in questi ultimi due mesi.Non ho mai partecipato a Vinitaly e credo che mai ci andrò: odio i luoghi troppo affollati, la calca della gente all'assalto dei banchi, il rumore assordate.Filippo ha saputo capire prima di tanti altri dove sta la forza della sua manfestazione: contatto diretto con chi la magia dal vino la crea e la sa trasmettere a sua volta a chi ha di fronte. Saper discorrere non è da tutti, ma anche saper ascoltare. Ecco, noi siamo uno di fronte all'altro, parliamo la stessa lingua e alla fine ci capiamo.Grazie per questo post e ancora complimentiUn abbraccio

  • Ciao Sandra,grazie mille del tuo commento.In effetti quello che ho cercato di trasmettere è proprio il senso di appartenenza che tali manifestazioni ti infondono, anche alla prima edizione o partecipazione.roberto